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Lavinia Marano non è morta a causa di una CID

Lavinia Marano aveva il 95% di probabilità di sopravvivenza se i sanitari non avessero operato con imprudenza, imperizia e colpevole ritardo.

MESSINA, ME, ITALIA, November 7, 2022 /EINPresswire.com/ -- Il 23 settembre 2016 poco dopo aver dato alla luce il suo primo figlio presso il policlinico universitario di Messina, Lavinia perderà la vita dopo dieci ore di sofferenze. Dieci sanitari saranno rinviati a giudizio. Sono passati sei anni e ancora il processo è in corso con il rischio di prescrizione.

Il 24 ottobre 2022 è stato pubblicato un servizio da TCF TV a firma di Simona Arena, che oltre a riportare il ritardo del processo, si conclude con un’affermazione che sarà oggetto di valutazioni legali. Infatti, al minuto e dieci secondi il servizio riporta testualmente che “la quarantaquattrenne morì a causa di una CID”, riconducendo questa conclusione alla perizia dei consulenti del pubblico ministero. Di seguito il link al servizio https://www.tcftv.it/video/mori-dopo-il-parto-processo-a-rilento/.

Si precisa che quanto riportato di seguito è agli atti del Procedimento Penale N 6553/16 R.G.N.R presso il Tribunale di Messina.

Lavinia non è morta a causa di una CID (coagulazione intravascolare disseminata), le conclusioni del perito del pubblico ministero Chiàntera indicano come causa primaria della morte di Lavinia un’emorragia post partum da atonia uterina. Perché ci teniamo a fare questa precisazione? Perché la CID è un evento molto grave e difficile da contrastare, inoltre non è mai un evento primario; in altre parole, è sempre causato da altre condizioni patologiche. Dire che Lavinia sia morta a causa di una CID, oltre che essere un’affermazione errata, potrebbe rappresentare un elemento a discolpa degli imputati.

Ricordiamo che la perizia di Chiàntera, pubblicata durante il processo per le indagini preliminari, nonostante mettesse in luce evidenti e gravi fatti imputabili agli indagati, si concludeva con una formula che fu diffusamente contestata attraverso un meticoloso documento redatto dal fratello di Lavinia, Alessandro Marano, in collaborazione con uno dei legali delle parti civili; a seguito di ciò gli indagati furono rinviati a giudizio per omicidio colposo http://www.messinaora.it/notizia/2018/11/12/messina-la-morte-lavinia-marano-10-sanitari-rinviati-giudizio/112396.

A prescindere dal fatto che sembra essere evidente che ci sia una responsabilità molto più grave di quella colposa, dichiarare in un servizio televisivo che la perizia dei consulenti del PM affermi che Lavinia è morta a causa di una CID, o è una grave disattenzione o ha uno scopo differente che appunto stiamo valutando con i nostri legali.

Entrando nel merito dell’imputazione, un primario e la sua équipe non possono non essere consapevoli che facendo permanere una donna con un’emorragia per dieci ore, questo non ne provochi la morte, peraltro abbandonandola in momenti cruciali e confermandone l’episodio (ingenuamente o sfacciatamente questo non lo sappiamo) durante un’intervista televisiva che il primario Triolo rilasciò poco dopo la morte di Lavinia https://messina.gazzettadelsud.it/video/archivio/2016/09/23/morte-lavinia-marano-parla-il-primario-di-ginecologia-eadf2c74-fdb5-4cd1-8837-73c41c8a43f9/ .

Lo dirà chiaramente il Prof. Dott. Mariano Iaccarino, primario Emerito Ostetrico-Ginecologo cos’è accaduto, sia nella perizia da lui redatta sia durante il dibattimento: Lavinia Marano è morta a causa di uno shock ipovolemico che è lo stato di shock causato dalla diminuzione acuta della massa sanguigna circolante, causata da emorragia. Con enorme sconcerto infatti constaterà che la vita di Lavinia è stata rubata in totale incoscienza, concludendo la sua perizia come segue: “Lavinia Marano aveva il 95% di probabilità di sopravvivenza se i sanitari non avessero operato con imprudenza, imperizia e colpevole ritardo.”

Il 19 settembre 2016 Lavinia Marano è entrata al Policlinico di Messina sanissima, quello che sarebbe successo dopo non lo poteva immaginare nessuno. Dopo quattro anni di attese nei tribunali abbiamo capito che la verità non l’avremmo mai sentita, n’è vista la giustizia, così nel 2020 abbiamo iniziato a raccontare la storia di Lavinia attraverso il podcast ‘le porte di Lavi’ https://spoti.fi/3NvgEVA

In merito al processo di primo grado, dopo sei anni ci aspettiamo nuovi ritardi e rinvii con motivazioni irricevibili, mentre i responsabili dei fatti gravissimi che abbiamo raccontato nel podcast vedono la prescrizione molto vicina, come se questa eventualità potesse cancellare l’orrore. La prossima udienza sarà il 18 novembre 2022, nella speranza di non assistere all’ennesimo rinvio.

Comitato Progetto Lavi
Il Progetto LAVI è un ente benefico che si è posto come obiettivo quello di raccontare la verità sulla morte di Lavinia Marano.

Progetto LAVI
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